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30th-May-2015 12:28 pm - JIBCon 6 - It's Family
JIBCon 6 - It's Family

Sono passati un po’ di giorni e avrei voluto scriverlo prima, forse avrei dovuto farlo, ma ogni volta che scrivo della JIB quando è appena finita, è come se le dicessi addio per quest’anno e arrivederci all’anno prossimo. Tirarla un po’ per le lunghe, me la fa restare dentro ancora per qualche giorno, mentre riguardo le foto e i video e rivivo quelle emozioni ancora una volta, prima di salutarla davvero.

Non so bene come definire quello che provo, ad aspettare questo momento e a prepararlo per un anno ogni volta, per voi viverlo intensamente e così velocemente, che quasi non sembra vero. So per certo però, che è come una droga, la mia droga personale, difficile da reperire e rara da morire.

Vorrei raccontare della gioia di rivedere tutti, dalle amiche che rivedo solo alla JIB, presenza irrinunciabile di questo appuntamento annuale, allo staff che ormai fa parte di quella stessa schiera di amici che non vedi l’ora di rivedere di anno in anno; vorrei raccontare degli attori, così genuini e generosi nell’aprirsi con i fans, capaci di giocare e prendersi in giro come pochi altri, in una sorta di happening che fa contenti loro quanto fa contenti noi.

Vorrei raccontare della gioia di rivedere Jensen, che ogni volta riesce a spostare l’asticella della stima che provo nei suoi confronti un gradino più su; del primo M&G fatto con lui, esperienza straordinaria per molti versi e che potendo ripeterei altre mille volte; del piacere di vedere Bob Singer e sentirlo rispondere a domande che tutto il fandom si pone da anni e riuscire con classe, sarcasmo ed intelligenza a cavarsela con quelle più insidiose, senza lasciare per questo i fans insoddisfatti. Vorrei parlare della sorpresa che è stata Felicia Day, una novità femminile che si è ricavata un posticino nel mio cuore. E di tutti gli altri che sono riusciti a rendere questo anno speciale come al solito.

Vorrei dilungarmi a parlare di tutto questo e di molto altro, perché ho amato ogni cosa di questa esperienza.
Però succede che l’impensabile accade e sembra che tutto debba andare a rotoli e la vita reale, quella che chiudiamo fuori per quei cinque giorni, bussa con violenza e irrompe sfondando la porta e portando con sé eventi e notizie che non vorremmo mai sentire.
E proprio per questo parlerò invece di come l’intera JIB - ospiti, staff e noi che abbiamo partecipato a questa convention - difronte ad eventi imprevisti che hanno rischiato di rovinare irrimediabilmente questa esperienza, abbia dimostrato una volta di più cosa voglia dire fare parte di questa meravigliosa famiglia.

Per un attimo mi è sembrato tutto così surreale da essere completamente incredibile: un momento prima seguivo il panel di Misha e ridevo del suo modo di fare, delle sue battute, delle sue storie, un attimo dopo Daniela era sul palco e stava facendo l’annuncio che nessuno di noi avrebbe mai voluto sentire.

“Jared sta male e non verrà alla convention.”

Onestamente pensavo fosse uno scherzo. Perché dai, non poteva essere vero, non di nuovo.
Sono state le lacrime di Daniela a lasciarmi di sasso e a farmi capire che era tutto vero, perché lei è una persona forte che sa tenere testa a situazioni difficili, eppure stretta dal braccio di Misha che cercava di consolarla, sembrava così scossa e dispiaciuta da non lasciare spazio a dubbi.

Mi è sembrato di rivivere le sensazioni e il dolore di due anni fa, in una sorta di subdolo deja-vù che colpisce dove fa più male. La mente è corsa subito a tutte le ragazze, venute alla JIB proprio per Jared e che si trovavano a vivere nuovamente quell’incubo. Io adoro quel ragazzo e nonostante la mia preferenza vada a Jensen, ho provato un enorme dispiacere per quello che stava succedendo.
Rispetto a due anni fa però, è stato tutto ancora più intenso, perché questa volta era Jared in prima persona a stare male e la preoccupazione, i volti tirati degli attori e soprattutto di Jensen, hanno fatto spaventare un po’ tutti.

Vorrei fare un ringraziamento speciale a tutto il cast. Tutti gli ospiti hanno cercato di farci passare un weekend meraviglioso, nonostante tutto quello che stava succedendo, la loro professionalità e generosità è stata esemplare e, in senso lato, è stato come se Jared fosse sempre lì sul palco con loro e con tutti noi. Nessuno di loro ci ha permesso di dimenticarlo. Avevo già assistito alla loro generosità due anni fa, quando si era presentata la stessa situazione. E anche se le cose sono state ben diverse, a causa dei motivi che hanno costretto Jared a tornare a casa, nonostante la preoccupazione evidente che anche loro stavano provando, hanno davvero cercato di fare di tutto per farci stare bene.
Ci siete riusciti ragazzi, ci siete riusciti!

[Ebbene sì Jensen, la tensione era ben visibile sul tuo volto e nonostante ridessi e scherzassi era chiaro come la tua testa fosse altrove; tu ti sei commosso sul palco, e ti sei trascinato dietro tutti noi che eravamo lì a guardarti e a ringraziarti, perché nonostante tutto sei rimasto per tenere fede al tuo impegno e hai fatto molto per prenderti in carico anche la parte di lavoro che sarebbe spettata a Jared, il tutto anche se eri molto preoccupato per lo stato del tuo migliore amico.
Grazie per tutto, per le risate, per la canzone e la dedica a Jared che mi ha strappato un pezzetto di cuore, per le risposte così sentite e oneste e, soprattutto, per aver cercato di rassicurarci sul fatto che Jared stesse bene e stesse recuperando le sue energie a casa, insieme alla sua famiglia.]



Un monumentale grazie all’intero staff della JIB.
Di nuovo, come già era successo due anni fa, lo staff ha fatto di tutto e anche di più per cercare di risolvere gli inevitabili problemi dovuti alla sostituzione degli extra di Jared (foto autografi e quant’altro), lavorando fino a notte fonda il venerdì per cercare di fare il possibile per accontentare tutti. Comprensivi come sempre, pazienti come solo pochi avrebbero potuto essere, hanno affrontato l’orda di persone che aspettavano in fila per avere notizie e sostituzioni. Non posso che fare a tutti i miei complimenti, per essere riusciti a cavarsela di nuovo in una situazione così difficile per tutti.

Quello che però mi ha lasciato davvero di stucco e mi ha fatto essere orgogliosa di essere parte di questa meravigliosa famiglia, è stata la reazione di chi stava partecipando alla JIB. Dopo un primo momento di smarrimento, in cui le notizie di quello che era successo a Jared si rincorrevano in modo poco credibile, parlando di influenza e altri malesseri simili, quando Jensen ha fatto il suo annuncio durante la cerimonia di apertura del sabato mattina, nessuno ha avuto più dubbi sul problema reale e più serio che aveva spinto Jared a tornare a casa. Se da una parte, questo ha fatto aumentare in maniera esponenziale la preoccupazione per lui, dall’altro ha fatto in modo che tutti i partecipanti alla convention si stringessero intorno agli attori e allo staff, sostenendo l’intero gruppo come meglio potevano.

Mai come in questo caso, credo che l’affetto per questo cast e per le persone che stanno dietro l’organizzazione della JIB sia stato dimostrato.
Penso che i sentimenti che io stessa ho provato in quei momenti fossero condivisi da molti, soprattutto dai veterani. Perchè dopotutto, se da una parte c’era per me il dispiacere di non poter rivedere Jared per quest’anno, dall’altro c’era il rammarico di vedere un anno di lavoro di organizzazione, messo a rischio da un evento che non poteva essere previsto.
In una specie di gara a vedere chi riusciva meglio a supportare l’altro, lo staff ha cercato di aiutare noi, e noi, nel nostro piccolo, di dimostrare loro il nostro supporto [grazie a Sabrina per l’idea del mazzo di fiori].
Avevamo bisogno di dire loro che nonostante tutto noi c’eravamo, che gli eravamo vicini a prescindere dalla situazione. Non è stata colpa di nessuno, queste cose succedono e di sicuro l’organizzazione della JIB non avrebbe potuto reagire meglio.

[Ragazze, però, ora che ne dite di organizzare anche un viaggetto a Lourdes? Così, tanto per non saper ne leggere ne scrivere ;) male non può fare…]

Vorrei ringraziare tutti per la fantastica serata del lunedì sera. Ormai il concerto al Jail Break è diventato un appuntamento fisso, ed è sempre meraviglioso, ma avere sul palco Jensen a cantare con i suoi amici ben tre canzoni, è una cosa che va al di là dei sogni più rosei. È stato un regalo così grande che non so nemmeno da che parte iniziare per dire grazie a questo strepitoso cast. È come se le emozioni della JIB fossero state prolungate di un altro giorno. I ragazzi sul palco sono stati fantastici e l’affetto e la voglia di stare insieme che li contraddistingue, sono stati più che evidenti.
Vederli in quella situazione non proprio ordinaria per una convention, è stato fantastico. Bravi tutti! Ed è meglio che Jason e Rob continuino a fare concerti assieme, perché sono stati meravigliosi sul palco!



[L’unico appunto negativo, va fatto a tutta quella gente che ha pensato bene di far scappare Jensen sul retro del palco, dopo averlo inondato di foto usando i flash, mentre era seduto tranquillo con l’intento di godersi il concerto dei suoi amici. Al di là di essere stato poco rispettoso per chi stava cantando in quel momento, anche uccidere Jensen con flash scattati ad un metro dalla sua faccia non è stata una cosa molto carina. C’è stato un momento dove quel povero ragazzo non riusciva nemmeno ad alzare lo sguardo ed è stato costretto a nascondersi dietro la visiera del suo cappellino, per poi arrendersi e andare a mettersi dietro le quinte. Un po’ più di rispetto sarebbe stato gradito, fate pure le foto ma non usate il flash, non mi sembra una cosa tanto difficile da capire U.U]

Infine grazie anche a tutti quelli che hanno vissuto con me questa esperienza [sapete chi siete non starò ad elencare tutti ;) ], chi più chi meno, tra svenimenti e visioni collettive di episodi di Supernatural, Arrow e Outlander, tra cammelli e mucche e club sandwich e appostamenti, e racconti di esperienze durante foto e autografi, racconti di tutti durante le colazioni, il sostegno reciproco nei momenti più difficili, e per la gioia di essere stati tutti assieme a vivere quest’esperienza. Grazie!
Grazie soprattutto perché senza di voi non sarebbe davvero la stessa cosa. Vi voglio bene!

Alla fine che dire quindi?
Sono stata bene anche quest’anno. Ho avuto la mia dose di JIB e non potrei essere più felice. È stato speciale come sempre e vorrei solo dire grazie a staff e cast, per un altro anno di emozioni e per averci permesso di vivere un’altra fantastica convention.
La JIB resta una delle più belle esperienze di sempre, a prescindere da cosa accada.

Love you all guys, see you next year!

Always Keep Fighting
JIBCon 6 - Report del M&G di Jensen Ackles (domenica mattina)

Che dire buttare giù due righe di questa esperienza non è così semplice come sembra.
I ritardi della giornata dovuti allo slittamento dell’inizio delle attività ha reso tutta la giornata un po’ più frenetica del previsto.

Jensen era sul palco per il suo panel poco prima del M&G a cui ho partecipato, per cui lo spostarsi dalla sala principale alla saletta del panel valeva sia per lui che per me. Dato che però chiedono di arrivare prima, sono scappata fuori dalla sala principale per arrivare in tempo nell’altra, per poi scoprire che praticamente nessuno degli altri era ancora arrivato, nonostante gli altoparlanti avessero già fatto l’ultima chiamata per quel M&G.
Capirete quindi il mio stato, in cui all’agitazione di dover incontrare Jensen si è aggiunta quella per il casino dal punto di vista delle tempistiche. Fortuna che poi tutto si è risolto e i pochi minuti di attesa sono serviti a lasciare andare la tensione accumulata.

Insomma non è che capita tutti i giorni di partecipare ad un Meet & Greet con Jensen Ackles :))

La prima impressione quando è finalmente arrivato, è che fosse davvero stanco, ma il sorriso con cui ci ha salutato è stato radioso come al solito. Si è stropicciato gli occhi, dicendo che gli bruciavano ed in effetti erano abbastanza arrossati, di nuovo la sensazione è stata che fosse un po’ provato. Si è scusato per il ritardo e sorridendo ha fatto subito una battuta, dicendo che probabilmente potevamo incolpare lui anche per il fatto che l’inizio delle attività di quel giorno erano state fatte slittare di un’ora.

Rob e Tahmoh nel panel del mattino ci avevano detto che la sera prima avevano fatto tardi e bevuto un po’, aggiungendo il fatto che fossero tutti molti stanchi, e questo li ha portati a dormire di più la mattina successiva.

Jensen se ne è candidamente preso la colpa, ma penso che chiunque dei presenti fosse pronto a scusarlo per qualsiasi cosa potesse aver combinato (al cuore delle fangirls non si comanda dopotutto) e a quel sorriso si perdona davvero tutto ve lo assicuro.

È affascinante come in una stanza piccola e con poche persone, il suo tono di voce sia molto calmo e basso, dolce in qualche modo, la sensazione è che cerchi di mettere tutti a proprio agio.
Il suo modo di parlare in quella situazione mi è sembrato quello di una conversazione tranquilla tra amici, eppure, come è sua caratteristica (e sicuramente perché eravamo tutti lì per lui in completa adorazione), ogni volta che parla e racconta qualcosa, non si può fare a meno di stare ad ascoltarlo. Ho sempre avuto la convinzione che fosse molto bravo a raccontare storie, affascinante e capace di coinvolgere chi ascolta, anche durante i panel è evidente, ma nel M&G lo è sicuramente molto di più.

Praticamente tutte le domande che sono state fatte riguardavano in particolare lo show, non tanto la trama, quanto la sua realizzazione tecnica.

La prima domanda che gli è stata posta riguardava il DVD della decima stagione e gli è stato chiesto, se avesse potuto scegliere, quale sarebbe l’episodio di cui farebbe il commentary.

Abbastanza prevedibilmente Jensen ha risposto che lo farebbe dell’episodio 10x03 “Soul Survivor” di cui ha fatto anche la regia, soprattutto perché ha speso così tanto tempo a prepararlo, sia dal punto di vista tecnico che da quello recitativo. Jensen ha ribadito che oltre alle difficoltà relative alla preparazione tecnica della regia, ha dovuto anche affrontare il carico di lavoro di portare sullo schermo un personaggio nuovo, dato che considera a tutti gli effetti demon!Dean come un personaggio diverso da Dean. Ha detto di come si fosse trovato a dover preparare l’interpretazione per un personaggio nuovo, che avremmo visto nei primi tre episodi, ma che lui avrebbe interpretato per la prima volta partendo dal terzo episodio (girato per primo), per poi tornare indietro ai primi due. Non una cosa semplice insomma.

La seconda domanda che gli è stata fatta riguardava il fatto di aver diretto suo padre nel terzo episodio dell’ottava stagione.

Jensen ha riso ripensandoci e ha detto che è stato molto felice di avere suo padre sul set. Il padre era interessato agli aspetti tecnici di come realizzano lo show e non aveva mai assistito alle riprese in quel modo, ovviamente il fatto che la regia fosse di Jensen ha aiutato. Jensen ha detto inoltre che il suo è un tipo di padre orgoglioso dei propri figli e vedere Jensen sul set nei panni di regista, lo ha reso ancora più orgoglioso.

La domanda successiva riguardava la preparazione fisica anche estrema a cui alcuni attori si sottopongono (es. attori che perdono a acquistano sensibilmente peso o massa muscolare) per avere dei ruoli, ed è stato chiesto a Jensen se lui farebbe una cosa simile per un ruolo.

Jensen ha detto che non crede nel type-casting, perché la capacità di recitare supera quella dell’adeguatezza fisica per un ruolo. Ha fatto un esempio per far comprendere quello che intendeva, riferendosi ad una situazione accaduta sul set del film “Il maratoneta”. L’attore in questione doveva fare una scena in cui doveva sembrare che avesse corso, sudato e con il fiatone. L’attore si è quindi messo a correre intorno all’isolato per voi arrivare al punto delle riprese senza fiato, pronto per fare la sua ripresa. A quel punto il regista gli si è avvicinato e gli ha detto: “perché non provi a recitarlo la prossima volta? È molto meno faticoso.”

Lui crede nel fatto che la recitazione sia molto più importante della presenza fisica, ma conviene che se ottenesse un ruolo in particolare, in cui crede e a cui è davvero interessato, potrebbe prendere in considerazione la possibilità di adattare il suo fisico alla situazione.

La domanda successiva riguardava i giorni necessari alla preparazione delle riprese di un episodio di Supernatural.
Jensen e Jared hanno risposto diverse volte a questa domanda, ma questa volta Jensen si è dilungato sulla questione dal punto di vista del regista. In tutta la risposta si è vista la passione che c’è dietro la preparazione dello show e anche il fascino degli elementi tecnici che sono alla base della realizzazione di uno show come questo. Jensen si è dilungato a raccontare di come si svolgono le riunioni pre-produzione di un episodio, in cui il regista seduto ad un grande tavolo con i responsabili di tutti i dipartimenti, organizza e prende le decisioni relative ad ogni aspetto dello show: dalle riprese, alle location, all’arredamento, alle suppellettili di una stanza, piuttosto che alle luci o alle coreografie per le scene di lotta. Tutto va deciso e concertato tra i vari dipartimenti. Ha detto che gli vengono fatte diverse proposte per ogni settore tra cui scegliere e alla fine, dove solo una settimana prima c’era uno studio vuoto, una settimana dopo c’è un set completo di ogni cosa, realizzato con ogni particolare deciso nelle riunioni preliminari e questo per lui è assolutamente fantastico.

Nella successiva domanda sono riusciti a farlo arrossire.

Una ragazza ha esordito dicendo che aveva apprezzato molto la canzone che Jensen aveva cantato sul palco in uno dei panel del sabato, Sweet Home Alabama, e ha gli ha detto che nonostante lui ripeta spesso che è un attore e non un cantante, per lei Jensen è il suo cantante preferito.

In quel momento Jensen ha fatto una faccia assolutamente sorpresa, è scoppiato a ridere ed è arrossito. È assolutamente adorabile quando si imbarazza per dei complimenti ricevuti che lo hanno colto di sorpresa. Un attimo dopo ha scherzato dicendo alla ragazza che forse dovrebbe ascoltare più musica perché ci sono cantanti decisamente migliori.

La ragazza allora gli ha chiesto quale fosse la sua musica o il suo chitarrista preferito.

Jensen, come spesso fa in questi casi, ha risposto che non ha una musica preferita che ascolta un po’ di tutto, che dipende da come si sente in quel momento o da cosa vuole ottenere. Ad esempio se vuole darsi la carica al mattino per iniziare la giornata ascolta musica rock. Sono diversi gli artisti e le canzoni che ascolta.

La ragazza scherzando ha ribattuto dicendo: “come Taylor Swift?”

Jensen ha riso di nuovo poi, mano sul cuore, ha detto che lui ha molta stima per un’artista che è diventata così famosa e che calca il palco da quando aveva 16 anni, la rispetta, ma decisamente la sua musica non è tra quelle che lui preferisce.

La domanda successiva è tornata sullo show e sulla sua realizzazione. Gli è stato chiesto se conosce prima quale sarà la trama dello show.

Jensen ha chiarito che lui e Jared scoprono cosa succederà solo quando gli viene consegnato lo script, non prima. Nel caso dell’inizio di stagione, gli vengono dati anche gli script dei primi due episodi per comprendere come gestire quello di cui farà la regia, che solitamente è il terzo in ordine di messa in onda.

L’ultima domanda che è quella in cui si è dilungato di più, riguardava le scene di lotta che sono molto presenti nello show e gli è stato chiesto se un pugno dato per finta durante una ripresa, non si sia mai trasformato in pugno preso per davvero.

Jensen ha risposto che è successo e che a volte gli incidenti capitano, nonostante la lunga preparazione che c’è dietro ognuna di quelle scene. Si è quindi messo a raccontare di un episodio accaduto durante la lunga scena di lotta realizzata nell’episodio di Caino della nona stagione: quando Dean è nella cucina di Caino e lotta contro tre demoni. Ha spiegato che si erano preparati molto per quella ripresa e che per spingersi il più in là possibile, Jensen ha voluto che il suo stunt Todd fosse uno dei demoni contro cui Dean doveva lottare. Todd ha fatto notare a Jensen che in quel modo non avrebbe avuto uno stunt e avrebbe dovuto fare tutte le scene in prima persona, ma Jensen voleva qualcuno di cui si potesse fidare abbastanza da rendere la scena il più reale possibile ed ha insistito.

Si è visto, mentre lo raccontava, di come fosse orgoglioso di quello che aveva fatto. Ha ribadito di essere lui al 100% in ogni inquadratura, anche quando è stato lanciato contro gli armadietti sfondandoli con la schiena. Si capiva da come lo raccontava che si è divertito molto a girare quelle scene in prima persona e che era soddisfatto del risultato.

Si è poi soffermato sulla scena incriminata, quando Dean sbatte il demone (Todd) sul tavolo e poi lo colpisce con il pugnale infilzandolo nel collo.
In quella scena stavano usando ovviamente dei pugnali finti, che sono fatti di plastica dura. Nella scena si supponeva che, nel momento dello stacco della ripresa sul primo piano di Dean che impugna il pugnale o lo affonda nel demone, Jensen affondasse la lama vicino al viso di Todd senza ovviamente toccarlo. Nella lotta però, non si sono resi conto che la punta della lama di plastica del pugnale si era piegata, creando una sorta di piccolo uncino. Nella foga del momento quindi, quando Jensen ha eseguito il movimento per affondare il pugnale, la punta piegata della lama ha graffiato il viso di Todd vicino all’occhio, lacerando la pelle e facendolo sanguinare. Jensen ha detto di essersi raggelato quando si è reso conto di quello che aveva fatto e di essersi sentito immediatamente in colpa, nonostante fosse evidentemente un incidente. Todd lo ha subito rassicurato dicendo che stava bene e ridendo quasi della nuova cicatrice. Jensen ha quel punto ha ribadito di come i ragazzi che fanno gli stunt siano assolutamente fantastici e completamente pazzi.

Ha parlato anche della scena di lotta tra Dean e Castiel della 10x22, quando lo stunt si è sostituito a Misha, lui ha potuto rendere la scena il più realistica possibile, perché il ragazzo è stato in grado di incassare perfettamente tutti i colpi ricevuti. A riso dicendo che così Misha non rischiava di farsi male (non vogliono certo rovinare il viso dei loro attori), non si possono picchiare gli attori, ma che a quanto pare picchiare gli stunt è generalmente accettato. È evidentemente impressionato dalla capacità di questi ragazzi di affrontare anche le scene più pericolose, prendere colpi e cadere da posti impossibili, per poi rialzarsi come se nulla fosse.

È stato un piacere vederlo raccontare questi aneddoti con tanta passione, come dicevo all’inizio di questo report, è molto bravo a raccontare storie e a catalizzare l’attenzione di chi lo ascolta.

Con questo ha concluso, sorridendo a tutti, ringraziandoci e salutandoci prima di uscire dalla sala.
Il tempo è volato, ma penso che ne sia davvero valsa la pena.

Spero di non aver tralasciato nulla e di non aver travisato quello che Jensen ha detto, e magari di avervi trasmesso un po’ di quello che ho provato a partecipare per la prima volta ad un M&G con Jensen Ackles ;)
Supernatural Review - 10.14 The executioner's song
thinias

Valeva la pena aspettare, perchè questo episodio è davvero bello.

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